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I Racconti Del Mistero

Buongiorno a tutti…

Il mio nome è Capitan Farloc, o come preferisce chiamarmi la mia ciurma “Capitano o mio Capitano”.

Come tutti i navigatori, (intendo dire i veri navigatori) spesso mi trovo a veleggiare in brutte acque, ma altrettanto spesso queste brutte acque ti portano a scoprire cose che i marinai di acqua dolce non potranno immaginare neanche in una vita di regate nelle piatte acque che sono abituati a frequentare.

Circa tre mesi fa mi trovavo presso le magiche coste dell’antico Peloponneso quando un onda anomala mi spinse verso uno scoglio tristemente noto con il nome di “Lo Scoglio Nato dal Mare” a causa del fatto che sembra nascere ogni volta dal nulla, e quando meno te lo aspetti te lo ritrovi sotto la chiglia.

La falla che si aprì mi costrinse ad arenarmi in una piccola insenatura irraggiungibile dalla terraferma ma che mi consentiva di riparare il danno prima che l’alta marea mi permettesse di riprendere il largo.

Una volta sceso a terra, intanto che la mia ciurma riparava il danno, io insieme a due dei miei uomini migliori, andammo in esplorazione della piccola spiaggia, e fu lì che dietro un anfratto scorgemmo l’ingresso di una grotta che era formata da due grossi fori a forma di O che introducevano in una caverna molto ampia con le pareti talmente lisce che sembravano lucidate con la cera per mobili.

La luce che entrava dai due fori di entrata si rifletteva sulle pareti che avevano un colore cangiante dal blu al viola e questo creava un effetto di luce talmente forte, non tanto nell’intensità di luce quanto nella forza dei colori, che quasi stordiva e dava l’illusione di muoversi in un sogno.

Al centro di questa caverna vi era un masso dalla forma irregolare che sembrava cambiare di forma a seconda del punto da cui si guardava, cercammo subito di raggiungerlo, ma ogni volta che abbandonavamo le pareti laterali per cercare di raggiungere il centro, questo sembrava spostarsi per oscure forze, ed ogni mossa che facevamo per correggere la rotta non faceva altro che spostare ancora di più il centro della stanza con il suo strano monumento fino a riportarci in un altro punto della parete esterna.

Dopo vari tentativi spesi a cercare di raggiungere quello strano oggetto stavamo per abbandonare l’impresa, se non altro per il forte senso di nausea che quella continua sensazione di ondeggiamento ci procurava, e per degli esperti navigatori come noi, la nausea era una sensazione tanto sconosciuta quanto insopportabile.

Ad un tratto, quando pensavamo di non poter battere gli arcani fattori che rendevano la meta irraggiungibile, mi venne in aiuto la mitica Arianna, o meglio, il filo che ella diede a Teseo per ritrovare la via di uscita dal labirinto; questo poteva essere utile a noi per trovare la strada per raggiungere la nostra meta. Era ormai chiaro che ad impedirci di raggiungere il centro della grotta era un effetto ottico provocato dai riflessi di luce sulle pareti e che l’unica strada che riuscivamo a percorrere era lungo il perimetro della grotta tenendo una mano appoggiata alla parete.

Diedi un estremo di una corda che avevo portato con me, ad un mio compagno e lasciandolo fermo feci un giro completo del perimetro della grotta tenendo l’altro estremo della corda. Arrivato nuovamente dal mio compagno gli diedi il mio capo della corda nell’altra mano in modo che tendendo i due estremi della corda che ormai girava intorno alla roccia, questa formava una specie di percorso guidato tra me ed il centro della grotta, non feci altro che mettermi tra i due segmenti della corda e camminando usandoli come se fossero dei corrimano arrivai verso quello che visto da vicino si rivelò essere un enorme parallelepipedo di pietra con una piccola nicchia che nascondeva un foglio di papiro arrotolato e legato con un laccio che evitava che si potesse svolgere.

Usciti dalla grotta aprii subito il papiro che fortunatamente era rimasto ben conservato, era scritto in latino ed in alto era scritto a caratteri grandi S.E.O., l’acronimo, che era spiegato subito dopo, di Sub Esquirere Optima che potrebbe essere tradotto come “Miglioramento della Ricerca Interna” (o nascosta).

Sono ormai tre mesi che sto traducendo il testo di quel documento e vi assicuro che ci sono scritte delle cose molto interessanti, se siete interessati anche voi fatemelo sapere e appena ho finito di tradurlo ve ne manderò una copia.

 

 

 


Ultimo Aggiornamento il 26/01/2006